però Diop, lo chiamo Diop nonostante questo sia il suo cognome.
questo perchè il suo nome non l'ho mica capito e poi una volta capito, beh, lo chiamo lo stesso Diop.
in Senegal è un cognome particolarmente diffuso, ho saputo.
marò quant'è bello: alto, magro, nero come il carbone, un viso asciutto e lucido e delle treccioline dritte in testa a mo' di porcospino.
la prima volta abbiamo parlato un po' in francese, chè non capiva la terapia antitubercolare: "la blanche avant de manger, celle rouge..."
la terapia antitubercolare è epatotossica, si devono controllare periodicamente i valori della funzionalità epatica, soprattutto se il fegato è già sofferente.
come nel caso di un'epatite.
un'epatite B.
come quella che ha Diop.
per cui ogni lunedì Diop torna per il prelievo del sangue.
e l'ultima volta abbiamo parlato un po'.
beh oltre celle rouge e celle blanche. abbiamo parlato della politica, della storia e della cultura del Senegal. del fatto che è opinione comune che i senegalesi siano la popolazione africana più aperta all'occidente, con una mentalità cosmopolita ed una voglia di progresso ed emancipazione.
knowledge is power.
Diop è laureato in qualcosa come Economia e Commercio internazionale, parla correntemente e correttamente quattro lingue, e quando parla ha la capacità di tenerti appiccicato alle sue parole.
è il suo entusiasmo, l'amore per la sua terra e per se stesso che mi ha attirato. mi ha dato lezioni di integrazione, rispetto e metodologia clinica nel rapporto medico paziente.
mi ha detto:
"non è etico essere messi in una stanza di isolamento senza spiegazioni.
non è etico farmi fare un prelievo di sangue per l'HIV senza spiegarmi il perchè.
non è etico che io stessi in quella stanzetta giorni e giorni senza essere avvisato dell'esito del test dell'HIV. non è etico."
no che non lo è.
e come dici tu, Diop, "non è etico" che una mente come la tua sia in strada a vendere borse contraffatte. non è affatto etico che tu abbia dovuto spiegare agli impiegati della banca un'operazione bancaria che loro ignoravano.
e quando la sera sugli occhiali mi si riflettono i servizi del tg, mi chiedo:
ma di che stiamo a parlà?
ma come si può perdere il contatto con la realtà? con le persone, con noi stessi? io ho così paura.
e quando giorni fa mi hanno spiegato l'esistenza del codice Z.59.5 io non c'ho capito più niente su cosa sia importante e cosa no.
non è per fare retorica, ma 'il codice Z.59.5 dell'OMS che indica la povertà assoluta, non viene mai usato, tant'è che il dato numerico, o il valore percentuale di incidenza e prevalenza, di persone nel mondo che muoiono per povertà assoluta (indicati appunto con Z.59.5) è pari a zero'.
evviva il negazionismo.











